Chi sono

Utente: ARNALDOCASALI
Nome: ARNALDO CASALI
Nato a Terni il 23 febbraio 1975, mi sono laureato in storia medievale all'università "La Sapienza" di Roma con una tesi sull'umorismo in Francesco d'Assisi. Giornalista, sono direttore della rivista "Adesso" e della webradio RadioAdesso e collaboro con il Giornale dell’Umbria e Radio TNA. Faccio parte della direzione del festival cinematografico "Cielo e Terra" e della compagnia teatrale Altromestiere. Mi occupo del coordinamento di svariati siti internet, ma non capisco niente di informatica. Sono attore dilettante e scrivo talvolta dei racconti e delle poesiole, ma rigorosamente senza talento.

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#1    15 Febbraio 2007 - 17:51
 
Intervista davvero bella a un artista davvero straordinario!
Complimenti!!!!!
Milena
utente anonimo

#2    16 Febbraio 2007 - 11:53
 
Grazie anche a nome di, Francesco, Francesco... e Giovanni, ovviamente!
E un grazie anche a Silvia Alunni che ce l'ha portato in studio!
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#3    16 Febbraio 2007 - 19:24
 
Piccolo Giovanninoooo!!

Ma che bellezza!

GRAZIE!

Miriam
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#4    21 Febbraio 2007 - 20:48
 
ma sei troppo fortunato..una foto con giovanni ..proprio vicino vicino...bella l'intervista!Bel blog!
non potevo non lasciare un commento..la prossima volta mi prendi come reggimicrofono quando intervisti Giovanni...Grazie
Marzia

http://arnaldocasali.splinder.com/post/10920199#comment-29762889 utente anonimo

#5    24 Marzo 2007 - 11:53
 
Grazie della segnalazione molto interessante..anche tu, come "mente creativa", non scherzi! Piacere di questa nuova conoscenza :-)
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#6    02 Aprile 2007 - 09:02
 
Scusa il ritardo ma ora lascio il commento alla bellissima intervista (ribadisco la richiesta:fatemi fare la poltroncina) la prima sensazione che ho provato è la familiarità, come se fosse una chiacchierata tra amici, bella la dichiarazione che sia Giovanni che il suo pubblico provano le stesse emozioni nel rapportarsi con la sua musica, il discorso del'incontro con Jovanotti lo conoscevo ma non l'avevo mai sentito raccontare da lui, cioè, come ha vissuto da pianista la vita in una band, mi piace la sua affermazione sull'era della bellezza che sta rinascendo e ho trovato particolare la domanda che hai fatto sui giovani delle verie nazioni che lo apprezzano, poi la spiegazione di JOy dalla sua nascita sino alla copertina e al significato che lui gli ha dato, insomma tutte domande bellissime a cui ha risposto con estrema tranquillità, lo avete messo proprio a suo agio e poi è bello che non si senta e non voglia stare sul piedistallo..e poi..beh avrei da scrivere ancora...grazie per i 2 pezzi e grazie per aver fatto quest'intervista bella!bella!bella!BRAVISSIMI sei molto bravo..posso sapere quale dei due giornalisti sei nella foto?Ciao e grazie.Marzia
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#7    02 Aprile 2007 - 16:32
 
Ciao Arnaldo rispondo alla tua splendida iniziativa di una trasmissione dedicata a Giovanni ed ecco la mia "recensione":
Dell'album Joy i miei pezzi preferiti sono L'orologio degli dei, Back to life e New reinassance, riconosco che il secondo è forse più radiofonico ma il mio preferito è il primo.
Ed ora il piattoforte del massaggio...cioè la mia esperienza Alleviana...sappi che non porterò alcun rancore se non letta.
Eccola:
Durante il suo concerto quando suona mi sembra proprio un “angelo ribelle”...cioè mi spiego meglio...seduto al pianoforte le sue mani diventano tasti....la sua testa diventa spartito con su scritte le sue idee le sue emozioni sia positive che negative ...ci parla, si racconta come uomo con le sue debolezze e le sue vittorie, ci descrive le sconfitte e l'allegria, insomma ogni nota, ogni brano sono una parte di lui che senza pudore ci confida, nel modo a lui più consono, talmente personale che ci fa commuovere...noi lo capiamo...e gli stiamo vicino...e qui sta anche il suo lato ribelle...le suona a chi gli diceva non sarai mai niente.......mi dico “ecco è Giovanni che ci racconta la fatica che ha fatto per essere il nostro Giovanni”...
poi diventa proprio angelo...uno ha quasi paura ad avvicinarsi...paura di fargli male...poi mi intimorisce...mi sembra di essere davanti alla Gioconda!
Ad ogni esecuzione di Giovanni le emozioni che provo sono sempre più belle…e
più consapevoli, diventano un tesoro che chiudo in un baule dal quale escono anche nella quotidianità, inaspettatamente, mi rendono più ricca e divento più conscia di quanto valgo, io che ho l’autostima sotto zero, praticamente come se oltre al concerto facessi una seduta dallo psicologo…ahhahh!!
Uno dei momenti che preferisco è quando lo vedo firmare gli autografi e parlare con noi il suo pubblico, lui sempre disponibile e gentile…lui entusiasta…. che dice agli altri “sei bravissimo e te lo scrivo sugli spartiti” oppure “sei fortissimo continua così” ….che ringrazia tutti…che ascolta le nostre storie come fossero fiabe …lo percepisco come uno spirito puro..pronto ad accogliere tutto l’affetto delle persone e a trarne energia positiva .
Questo è quello che vivo e provo ogni volta con sfumature diverse!
Marzia (*spring è il mio nickname nel forum a lui dedicato se vuoi citarlo fallo pure)
Ciao e grazie.Marzia
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#8    02 Aprile 2007 - 21:49
 
UNA NUOVA PUNTATA SU GIOVANNI: AIUTATECI A PREPARARLA!
E' stata una puntata memorabile quella in cui abbiamo avuto l'onore e il piacere di avere Giovanni Allevi in studio, che ci ha letteralmente travolto con il suo entusiasmo.
Un difetto, però, questa puntata ce l'ha: di Giovanni si sente molto la voce, ma poco il pianoforte, e per un motivo molto semplice: eravamo in diretta e non volevamo sprecare nemmeno un minuto della sua preziosa presenza, per questo abbiamo mandato trasmesso solo due brani, entrambi dal nuovo album "Joy".
Così adesso ci è venuta voglia di dedicare a Giovanni una seconda puntata, questa volta facendo sentire soprattutto la sua musica, raccontando la sua intera storia musicale, collaborazioni comprese, e nel forum giovanniallevi.forumfree.net è nata l'idea di farne una puntata "collettiva", che raccolga anche le testimonianze e le recensioni dei fan di Giovanni.
Quello che chiediamo a tutti quelli che si sono innamorati della sua musica è allora da una parte di aiutarci a selezionare i brani da mandare in onda, e dall'altra di inviarci le proprie testimonianze e recensioni, che leggeremo durante questa seconda puntata.
L'iniziativa è appena nata ma ha già dato i suoi primi frutti. L'invito è quindi rivolto a tutti. Collaborate scrivendo tutto nei commenti a questa puntata!
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#9    03 Aprile 2007 - 01:05
 
Ciao Arnaldo,
sono una delle ragazze iscritte al forum di Giovanni.
Quando ho letto di questa intervista mi sono catapultata sul vostro sito per ascoltarla.
Ogni volta che ascolto un’intervista di Giovanni, vago per casa in cerca di un posto tranquillo dove godermi il suono della sua voce, come ad un concerto, ascoltando il suo pianoforte.
Ho il mio notebook sulle gambe, metto gli auricolari, devo sentire fin dentro la testa ciò che Giovanni ha da dire!!!
La sua voce, come la sua musica… trasuda profondità, serenità, dolcezza, purezza…
Ascolto e rifletto su come sia difficile trovare la stessa purezza negli occhi e nelle parole delle persone che mi circondano…
E in quel momento ho ringraziato Dio perché, attraverso Giovanni, ha voluto sfiorarci i capelli con il suo alito divino…
Giovanni… unico mezzo di comunicazione tra noi e il “non scibile”.
Ascolto ancora… ogni sua parola è un microcosmo.
Ride...
Lo immagino mentre timidamente accenna un sorriso, come la sera del concerto a Benevento.
Avevo così tanto immaginato e voluto quel concerto che lo conoscevo nei dettagli ancor prima di vederlo.
Giovanni e il piano erano un unico corpo e le sue composizioni plasmavano sogni…
Immersa nella mia poltrona rossa… improvvisamente ero sola.
Gli altri non esistevano più.
Lui era lì solo per me e costruiva castelli fatti di note.
Quelle note parlavano proprio a me?
Come faceva Giovanni a parlare con me…? Lui non mi conosceva… come poteva…
La sua anima sapeva, conosceva ogni singola emozione, ogni paura, ogni piccola luce debole e tremante che brillava nei miei occhi.
Per pochi attimi tornavo sulla Terra, quando la sua voce stroncata dall’emozione raccontava storie fatte di ricordi in bianco e nero come i tasti del suo pianoforte.
Poi le sue sembianze divine riprendevano forma e Giovanni lasciava che brandelli della sua anima si librassero in volo e cadessero stanchi su di me.
Giovanni e la sua poesia… non era come lo avevo immaginato… come avrei mai potuto disegnare un’idea tanto immensa?
Come avrei potuto essere riconoscente?
Come avrei potuto regalargli le stesse emozioni che aveva regalato a me?
Avrei potuto scrivere, scrivere, scrivere… nient’altro. Regalargli una poesia, un racconto, un pezzo di vita fatto di “carta e penna”.
E ora non riesco più a farne a meno…
Scrivo e ascolto Sipario, Monolocale 7:30 a.m., Breath (A Meditation), poi mi fermo…
Non sopravviverò anche ad Anelli, morirò prima che il pezzo finisca.
Il mio fragile cuore non reggerà tante emozioni tutte insieme.
Invece respiro ancora e ho voglia di vivere come non ho fatto finora…
Annuso il profumo di vite che non ho ancora vissuto, scorgo la luce che filtra da quella porta socchiusa che non avevo mai avuto il coraggio di aprire.
Giovanni ha voluto farlo per me, mi ha indicato la strada e io la percorrerò senza voltarmi…
Grazie, sei sempre con me…
Rosanna…

Grazie a tutti
Grazie ai ragazzi del forum

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#10    05 Aprile 2007 - 18:31
 
ciao Arnaldo
sono Juan del forum...ecco, qualcosa potrei scrivere anche adesso, ma...ti scoccerebbe aspettare fino al 17 aprile, che c'è il concerto a Firenze (a cui vado)? Magari così ti lascio anche una testimonianza più sentita, capito?

Ciaooo!
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#11    23 Aprile 2007 - 19:32
 
13 dita, 1997.
Il primo album di Giovanni Allevi,
In questo primo lavoro l’impressione è che Giovanni abbia mille cose da dire e le voglia dire tutte insieme, senza prendere fiato, tanto che neppure 13 dita gli basterebbero…
E’ un disco matto, “esclamativo”, a volte precipitoso, in cui tutte le passioni sono all’ennesima potenza. Trovo rappresentativa “Sogno di Bach”, una piena denuncia di radici classiche con innesti jazz, una specie di gara tra due linguaggi che bisticciano come se ci fossero due Giovanni, quello accademico e timido, contro quello più cattivello, che gira per Milano come se fosse nella Grande Mela.
Composizioni, 2003.
E’ interessante ricordare che i brani di questo cd erano contenuti nell’opera live “la favola che vuoi”, concerto che Giovanni ha realizzato con l’idea che lo spettatore partecipasse attivamente al concerto aggiungendo, all’ascolto delle composizioni, il proprio vissuto e i propri sogni… In Composizioni Giovanni sembra aver smesso di correre e vuole armonicamente raccontare, sfruttando in ogni istante la potenza evocativa della musica. Ho scelto Monolocale 7,30 am, manifesto della sua forza poetica che in ogni istante indefinito cerca la compiutezza dell’infinito, una musica che sembra spiccare il volo.
No Concept, 2005.
Il cd del grande salto, del sogno che diventa realtà. E’ il cd delle linee melodiche definite, persistenti e mai banali: 13 brani assolutamente differenti tra loro, che compongono una track list ricca, matura. E io scelgo Qui danza, il brano in cui un linguaggio musicale ben preciso – il jazz! - è usato con predeterminazione, anche se entrano intermezzi ragtime e scale classiche e il titolo prende spunto da Hegel… perché Giovanni è sempre Giovanni!
Joy, 2006.
Joy è Tredici dita da grande. C’è il canto della gioia per la vita, ma non è un’allegria euforica, quanto più che altro un canto lieto, a volte decisamente pensieroso.
Da Joy scelgo ben due brani, L’Orologio degli dei, il più lungo del cd (6.26): attorno a un tema ipnotico si costruisce man mano la struttura di un brano coinvolgente (l’esecuzione live di questo pezzo trasporta letteralmente platea ed esecutore in un’altra dimensione), così come anche la vita in tutta la sua complessità parte da un primo solo, semplice e ritmico battito del cuore. E infine New Renaissance: “emìole e ritardi di settima si intrecciano ad echi di rock progressive”. Un vero gran finale.


ciao arnaldo, e grazie!
illa
utente anonimo

#12    26 Aprile 2007 - 22:01
 
Ciao Arnaldo,
ti lascio anch'io la mia top 4 dei brani di Giovanni...
Premetto però che ho solo fatto una scelta "emozionale" cioè legata a dei ricordi che associo ai pezzi.
Ma se dovessi effetivamente fare una scelta dei brani più belli veramente non saprei da dove cominciare... quindi ho preferito una scelta "alternativa". Ho scelto una composizione per ognuno dei suoi album...

Anelli.

Perché, ascoltandola, è inevitabile costruirci intorno uno scenario.
Anelli è una visione dall’alto, la visione di un mare rosso al tramonto.
Un mare tranquillo… che danza lento e disegna cerchi nell’acqua salata.
E’ l’immagine di un volo, un magnifico volo senza fine. Mi libro in aria,
agito le ali… come un gabbiano…

Monolocale 7.30 a.m.

Perché non posso fare a meno di pensare alla prima volta che l’ho ascoltata.
Giovanni era a Kataweb per suonare alcuni dei suoi pezzi.
Siede di fronte al suo pianoforte…
Un breve intro musicale e … una cascata di note sprigionate da una mano sola introducono Monolocale, mentre l’altra mano sospesa scandisce il tempo…
Mi viene in mente l’alba di una fresca mattina di primavera con tanti sogni nel cassetto e una nuova vita da cominciare.
Le sue mani vanno veloci, una velocità al limite del reale… danzano sui tasti, seguono percorsi guidati da una forza superiore e Monolocale termina così… con un pugno di note disperse nell’aria…

Come sei veramente

Perché… Giovanni l’ho conosciuto così! Ascoltando questa canzone…
Non conoscevo il suo nome, non sapevo chi fosse, avevo solo una musica in testa a cui pensavo tutto il giorno ed era questa.


L’orologio degli dei

Perché… quando ho visto Giovanni suonare questo pezzo dal vivo, i miei sensi si sono abbandonati completamente alla sua musica… Ho chiuso gli occhi e le persone intorno a me non c’erano più, la purezza di quelle note veniva dritta verso di me. Ne sono rimasta travolta… per sempre.


Ciao

Rosanna

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#13    29 Aprile 2007 - 12:11
 
Okay, eccomi. Scusa per il ritardo, sono un fannullone...-.-"
Vediamo.

Quando si dice: i miracoli. Sedicenne immerso nel pop e nel rap e quant'altro, che il pianoforte non l'ha mai toccato, che detesta la televisione, e, nella fattispecie, le pubblicità, ecco, e che ad un certo punto, proprio in tv, e proprio in uno spot, e proprio da una musica che non è nè pop nè rap nè altro, ma pianoforte, si lascia incantare. Sono trenta secondi, eppure bastano per mettermi in moto, per fare ricerche, per poi, alla fine, acquistare l'album di questo Giovanni Allevi.
Quando si dice: i miracoli. E' una musica diversa dalle altre, che sfugge alle etichette, alle classificazioni, che pure io, nella mia propaganda ai coetanei, stento a definire. "Quella della pubblicità...", non so dire altro. So solo che mi piace, e mi piace un sacco. Ed è strano, strano e bello, avvertire quest'attrazione inspiegabile, che porta il dito a schiacciare il tasto play, e le palpebre a chiudersi, e rimanere immersi in questo fiume di note, senza poi ricordarsi com'è che si è lì, senza rendersi conto di cosa sia successo, e perchè.
E' come quando ci si accorge che qualcuno ci vuole bene.
Come quando vediamo che il tempo è volato.
Come quando ci si rende conto che siamo innamorati.
E un po' tutto una sorpresa, con lui. Lui stesso lo è. Io quando lo vidi per la prima volta stentavo a crederci. Molto più giovane di come mi ero immaginato, timido, simpatico e...beh..con tutti quei ricci in testa! ^_^
Un mito! Un mito, ma non solo: uno che è vicino - altra cosa che mi ha colpito - tremendamente vicino al suo pubblico, e poi un esempio per tutti, con la sua umiltà, la sua testarda convinzione nel portare avanti la sua musica nonostante tutto, il suo anteporre il proprio volere alla "strega capricciosa"...
Succede che poi uno si sente in debito a sentire Giovanni. Molti si riconoscono nella sua musica perchè parla, dice qualcosa di vero, e che pure è liberamente interpretabile a seconda dell'individuo. Che completa l'opera, come dice Giovanni. Che è al pari del compositore, dice lui.
Queste son cose da rimanerci secchi, a sentirle. Uno ci rimane un po' così, ecco. Tra un po' ci paga lui, per andare ai concerti. Ma che lavoro è!!
Grazie a te, Giovanni! Per esserci, e dare le ali ai nostri sogni, e alcool ai nostri sentimenti, e soffiare un vento di emozioni tra la ragnatela dei nostri capelli, impigliati nelle chiavi e le note di un pentagramma.
Genuflessione. Doppia. Tripla.

GRAZIE!!

Juan Johann



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#14    04 Giugno 2007 - 18:27
 
grazie Arnaldo di avermi dato la possibilità di fare anche il mio commento:

Giovanni Allevi, il Mozart del 2000, il genio del pianoforte....l'unico modo per far capire appieno il mio apprezzamento nei confronti di tutto il suo lavoro è raccontare la mia piccola storia:
''si dice che l'amore possa scoccare all'improvviso, che possa travolgere come un fiume in piena anche quando meno te lo aspetti...voi credete ai colpi di fulmine?? io sì!!!
ma non si tratta necessariamente di apprezzamento nei confronti di un'altra persona, questo nuovo tipo di amore l'ho sperimentato sulla mia pelle:
accadde un giorno che accesi svogliatamente la televisione ed attaccai a fare zapping...ad un certo punto UNA MUSICA...accidenti, non avevo mai sentito nulla di simile, io sono sempre stata appassionata di pianoforte, ma non avevo mai sentito nulla che mi prendesse cosi nonostante il netto distacco dai canoni classici da me sempre esaltati!!! wow, rimasi estasiata, l'unica cosa che mi disturbava era quella voce maschile fuoricampo che parlava di ABS e di AIRBAG...ma riuscii comunque ad escluderla e a metterla da parte focalizzando la mia attenzione sulla melodia al pianoforte...ma chi è questo artista misterioso che in soli 30 secondi è riuscito a far vibrare le corde giuste del mio inconscio e a catalizzare così la mia attenzione??.....ed è così che ebbi il colpo di fulmine!!! sì, mi sono profondamente innamorata della musica di Giovanni Allevi!! solo dopo scoprii anche che non solo è un uomo dotato di un incredibile talento pianistico, ma scoprii che dietro queste estasianti melodie si cela una persona ''normale'', un ragazzo modesto e sensibile dotato di quel qualcosa in più che gli permette di diventare SPECIALE e non uno di quegli astratti ''divi'' lontani anni luce da questo pianeta e alienati dal mondo terreno!!!
credo profondamente nella sua ''piccola grande rivoluzione culturale'' e non posso fare altro che prevedere una carriera in continua ascesa....dopotutto cel'ha dimostrato con tutti i suoi successi!!
consiglio a tutti gli ascoltatori di assaporare i suoi pezzi fino in fondo da qualunque disco siano tratti...sono tutti incredibili!!

Buby, una tra i poeti e i visionari che ancora non hanno voce
utente anonimo

#15    04 Giugno 2007 - 18:54
 
Giovanni....
Giovanni e la sua musica. Com'è possibile riuscire a raccontarvi in modo sintentico tutto quello che in due anni ho vissuto grazie a lui????
Lo conobbi grazie al passaparola su internet...prima di no concept. Prima della pubblicità....
Mi informai su di lui...comprai i suoi dischi...C'era qualcosa che mi affascinava profondamente nella sua musica...ma ancora non c'ero entrata in contatto profondo!
Il vero colpo di fulmine fu il 5 dicembre 2005... concerto al Conservatorio di Milano!!
quel concerto fu un'esperienza...indescrivibile!!
decidemmo quasi con leggerezza di andare al concerto, con Claudio (il mio ragazzo...compagno inseparabile di musica e concerti ), dicendo: perchè non andiamo a sentirlo dal vivo?? chissà com'è questo Allevi!!

ed eccoci là... tra la platea del conservatorio...

quella serata fu come... ricevere un colpo al cuore!!
ho sperimentato il vero e proprio colpo di fulmine....musicale!provando delle emozioni talmente forti che spaziavano dal riso al pianto, dall'incanto alla meraviglia, dallo stupore alla gioia assoluta!!
lo ascoltavo suonare e.... mi sembrava un miracolo...
lo guardavo suonare e.... vederlo davanti al suo pianoforte è stato un sogno...

a fine concerto ero del tutto imbambolata.... stordita come un'adolescente al suo primo appuntamento!!

quando vedemmo che, dopo il concerto, Giovanni era riapparso sul palco a salutare la gente, ci siamo avvicinati anche noi... anche se, esattamente, non sapevo proprio cosa dire....!!

mi facevo passare tutti avanti perchè.... avevo le gambe cedevoli e il cuore che mi batteva come una scema..!!
alla fine ci siamo fatti coraggio e...

insomma, alla fine l'unica cosa che sono riuscita a dirgli in quel momento era l'unica che pensavo davvero! e cioè:

"senti.... io stasera.... mi sono proprio innamorata!!!"...
lui si è messo a ridere esclamando: "ehi! ma che bello!!!"....

e mi firmò il biglietto del concerto scrivendo "un bacio al mio amore Elisa!"

da lì il mio amore per lui esplose e...nel tempo....è cresciuto sempre di più!!!
son passati due anni...son passati più di sette concerti....e...se dovessi raccontare quanti "regali" ho ricevuto da lui e dalla sua musica, questa puntata durerebbe un giorno intero!!
La sua musica è incanto e magia. E' forza e passione. Sogni e colori. Speranze ed energia. E' pura vita!!! Ma non c'è solo la musica... C'è lui. Giovanni. Che non è umano..è qualcosa di più! chiamatelo angelo...chiamatelo come volete ma...non ha solo questo dono incredibile nelle dita e nel cuore...ma ha anche questo dono straordinario di amore per la gente...questo rapporto troppo bello per ognuno di noi!! Saranno le sue mille attenzioni, la sua sensibilità...ma quando dice che "ognuno è unico e irripetibile"...beh..lui ti fa sentire davvero così!! ti fa sentire speciale.. ha la capacità di far volare le persone. Di portarle via con la sua musica. Lui e il suo pianoforte.
Ogni volta rimango senza respiro... ogni volta lo ascolto con il cuore bloccato. Lo stomaco attorcigliato.

Conoscerlo è stato un vero regalo. Da quando la mia vita è accompagnata dalla sua musica, qualcosa è cambiato. L'approccio con le persone. L'approccio con la musica. L'approccio con la bellezza.
E' tutto più ricco.... profondo e splendente.
Non finirò mai di ringraziarlo.....
Perdonate il commento molto "emotivo" e poco musicale ma...tanto qualsiasi cosa sceglierete di far sentire, andrà bene!! perchè tutto ciò che è uscito dal suo cuore è di uno splendore assoluto.....!
Direttamente dal forum di Giovanni, un saluto a tutti! e...Ciao Arnaldo!!!
Vostra

Elisa
utente anonimo

#16    04 Giugno 2007 - 19:59
 
Ciao Arnaldo beh grazie davvero il nick che uso pianofortissimo Giovanni sicuramente se lo ricorda.. direi che essendo pianista oserei dire di essere quasi un alter ego... cmq a parte la divagazione, la mia scoperta di Giovanni fu un articolo di giornale dedicato a lui poco dopo l'uscita di no concept. Quando lessi l'articolo andai subito a cercare il suo cd perchè mi incuriosiva ma, l'effetto all'ascolto di quel cd fu devastante davvero, mai sentito niente di simile pur essendo diplomato al conservatorio: emozionale fresco e unico fuori da ogni schema emozionale sebbene il suo stile rientri nella musica melodica. Ed è per questo che lo considero il suo capolavoro... tra i brani sceglierei Ciprea ed Ossessione, ma anche go with the flow. Poi sicuramente dall'album Joy d'accordissimo con Illa l'originalità dell' "L'orologio degli dei" e i fuochi d'artificio finali di New renaissance sono la chicca di Giovanni. Ciao e a presto Arnaldo

Diego (pianofortissimo)
utente anonimo

#17    04 Giugno 2007 - 20:22
 
sono ancora in tempo??
eccomi qua!
un saluto ad Arnaldo ed un ringraziamento per questa grande possibilità che ci ha più volte sollecitato a cogliere....partecipare alla costruzione di una puntata su e con Giovanni Allevi....
Io partecipo al forum e da esso ho tratto molte piccole esperienze positive, scambi di idee più o meno "alte", comunque una esperienza positiva, per una che mai si sarebbe sognata di partecipare alle discussioni di un forum....meno che mai ad un raduno nazionale!!
ma non è la sola cosa nuova che ho fatto "a causa" di Giovanni...l'altra cosa che mi ha meravigliato e riempito di candido imbarazzo ero io in fila a 31 anni (lo so che non c'è età er queste cose!) a fine concerto, con Walter, il mio compagno...(che in realtà la fila l'ha fatta perchè mi vergognavo a fargli firmare tutte quelle cose io sola!) per avere il suo autografo, per potergli dire quanto ammiravo la sua musica e quanto grande fosse il regalo che mi aveva fatto: grazie!! Io, capite! che non sono mai impazzita così per nessuno, neanche a 13 anni! non potevo crederci e non posso ancora crederci (mi immagino in mezzo a questa comitiva di svitati in gita a Roma....Giovanni scappa finchè sei in tempo....la formazione a testuggine avanza....e...anche se ti travestissi da monaca ti riconosceremmo dalle all stars... siamo pronti!!).
Insomma sono venuti fuori dei lati di me che non sapevo di avere!
Ma passando al sodo...Giovanni Allevi per me ha una doppia valenza e il mio apprezzamento è per entrambi gli aspetti inscindibile.
Allevi artista ha una marcia in più, non so esprimermi dal punto di vista tecnico musicale, poichè non ho una formazione in tal senso adeguata, ma di certo la sua bravura è cristallina e non può essere messa seriamente in discussione.
Ma Allevi uomo è un qualcosa fuori dal comune, è l'apoteosi della grazia dell'eleganza, della purezza e dell'umanità. Una persona vera nel suo mostrarsi tale, ecce homo.
Non so se si possa definire genio, il tempo in questo è galantuomo, il mio parere in proposito non ha molto valore rapportato ad un giudizio assoluto, ma di certo è una persona meravigliosamente e straordinariamente normale, di quella normalità di cui sentiamo il bisogno oggi, di quella normalità che ha un valore inestimabile.
Mi rammarica che persone così "normali" siano così poche...
ma forse non è vero e di persone così ce ne sono tante, ma senza un pianoforte e senza un talento prorompente che traduca all'esterno la lingua incomprensibile di questi straordinari esseri umani....e noi sordi, non ci accorgiamo della loro grandezza...
anche questo per me è Giovanni Allevi

il titolo che mi piacerebbe per questa puntata è Giovanni Allevi ecco l'uomo/ecco l'artista

con stima e tanto affetto Patrizia (patitta75)
utente anonimo

#18    04 Giugno 2007 - 21:01
 
Ecco anche me :lol:
Ringrazio anche io Arnaldo per il gentile invito :D
Che dire di Giovanni....Giovanni è un artista meraviglioso,con una sensibilità davvero particolare che arriva ai cuori di tutti,le sue melodie stregano,rapiscono,fan piangere di gioia,fan saltellare in mezzo alla strada (o sono solo io che lo faccio?),donano il buon umore anche quando è uno dei così detti giorni NO.
La precisione e la meticolosità di Giovanni mi affascinano tantissimo,e ha tutta la mia stima per tutti gli anni di studio al conservatorio....Dove sicuramente ha ingoiato rospi a non finire,ma lui è stato tenace,e ce l'ha fatta.
Ora vorrei scrivere un'altra cosa...mi preme assai.Giovanni come uomo (non pensate male XD) :è una persona meravigliosa!Giovanni è gentilissimo,affabile e affettuoso (un'affettuosità che va in sintonia con quella di molti altri,e non è da tutti) e mette a suo agio OGNI persona.
Non capita tanto spesso che un artista eccellente(soprattutti nell'ambito della musica classica contemporanea) sia anche un'adorabile persona.E' per questo che ammiro doppiamente Giovanni.
In conclusione,non vedo l'ora che venga il 30 luglio,per emozionarmi di nuovo,ogni concerto di Giovanni trasmette sempre sensazioni diverse,indescrivibili,magiche,indelebili.

Raila (Laura)
utente anonimo

#19    04 Giugno 2007 - 22:14
 
Io anche riporto un pezzetto d’esperienza. Anche se è tardi per farlo. Anche se è difficile.
Mi rendo conto che chi legge i nostri resoconti può scambiarci per un banale mucchio di invasati, di “fan”. Signori miei, credetemi, è un errore grossolano. Ma vengo al sodo.
La mia storia con Giovanni Allevi ha un inizio “diesel”, a rilento. L’ho visto varie volte in tv, ho poi collegato la persona alla musica. Ma questo è successo (con coscienza) solo in seguito. Dicevo, la tv. Notando anche gli accenni degli altri al ruolo della televisione come artefice della scoperta di Allevi, posso concludere che la scatola malefica ha saputo renderci almeno un servizio positivo nella vita. Tanto positivo che potrei perdonarle tutti i voltastomaco che ci provoca abitualmente.
Comunque, mi “affeziono” a Giovanni durante un’intervista a “Parla con me”. Mi era proprio sembrato una persona speciale. Con le sue manie, le sue piccole storie e la sua destrezza artistica. E quell’aura di non so che. Di anima corposa, che poi nel talento riversa tutta la vivace policromia che conserva dentro. Aveva una luce negli occhi.
E’ stato Giovanni-persona a colpirmi d’istinto, e avevo bisogno di conferme delle percezioni di specialità che avevo avuto. Dovevo sapere, se era solo un’idea mia o se avevo trovato un animo affine al mio. Quella luce, quella vivacità. Me l’ero solo immaginata io?
Da allora mi sono documentata. Quasi per caso, senza crederci troppo (e se fosse stato un bluff? Chi avrebbe medicato le mie ferite?). Sono finita sul suo sito. Ho letto degli estratti dal suo diario. Scrittore e musicista, ho pensato. E scrivere è quello che mi fa stare in vita. Quindi ho iniziato a innamorarmene. Una testa pensante e scrivente, luminosa del coraggio di portare su di sé l’incertezza dell’arte. Non poteva essere vero.
Empatia. Assoluta e squassante. Perché in tutto questo io, che continuo sempre ad essere in bilico tra l’essere Scrittrice e darmi credito, e l’essere razionale e pensare a cose “più serie”, che ti diano da mangiare, ho vissuto un fortissimo terremoto, dentro, nei miei equilibri. Ho cominciato a pensare che allora era possibile prendere sul serio il proprio senso artistico, anche quando sembra senza speranze. Ed è la storia di Giovanni, che con caparbietà l’ha avuta vinta, su tutti i classicisti e i conservatori della “M”usica. Ho assaggiato qualche nota, e ho avuto ulteriori conferme della verità dei miei presentimenti su di lui. Perché sono pezzi d’anima, le sue esternazioni al piano. Non sono brani musicali.
Ho passato giorni interi chiudendomi su due o tre brani a rotazione, pensando pazzamente e altrettanto pazzamente scrivendo. Piangendo. Pensando. Ridendo. Sperando. Componendo. Giovanni mi aveva posta di fronte a un esigenza profondissima di senso. Nel nitore delle sue note divine c’era la serenità che andavo cercando. Che cercavo nella scrittura. Che cerco nella poesia. Che cerco nel tentativo incessante di rendere le sensazioni e le visioni dentro me il più consonanti possibili con le parole. Sono stata male grazie a Giovanni. La gente non mi riconosceva, avevo perso la bussola, la testa, la ragione. Scrivevo cose come: “sto ripercorrendo le mie scelte, e mi rendo conto sempre più, nella sincerità della musica di giovanni che mi mette davanti alla mia vera essenza, e provoca in me tutti questi scompensi, che in fondo ho scelto il giornalismo per una soluzione di comodo. io non sono e non sarò una giornalista, solo una persona sensibile che ama ragionare. dovrei scrivere, ma è come se avessi le mani mozze. non ho inventiva, solo capacità di analisi. e un po' di orecchio. forse poesia. non si puo' essere poeti per mestiere, e io non mi sento poetessa. e giovanni in tutto questo mi ha aperto gli occhi. anche se di lui in definitiva non so quasi nulla. l'ho guardato suonare, con la passione negli occhi. quella passione che in me è un groviglio incandescente che mi fa stringere i denti in questo momento e tremare, davanti ai miei stati mentali terribilissimi e maniacali. starò impazzendo, mi sono detta. giovanni ha trovato il mezzo attraverso il quale esistere. esprime se stesso e gli altri gliene sono grati. è questo il senso del vivere. e io sento che questo privilegio non lo avrò. mi sento sempre più prossima all'alienazione da me stessa, sento che tutte queste scosse un bel giorno si addormenteranno, smetterò di avere palpiti creativi, che già avevo addormentato per mantenere la lucidità, quando mi lamentavo della morte della mia vena creativa. l'ho ostruita io, per difendermi dal mio essere inconcludente. e giovanni questo l'ha soffiato via, con la delicatezza del suo essersi realizzato in qualcosa, con la forza di un sogno, di un fuoco che ha saputo trasformare in energia con determinazione e costanza, ma seguendo un tracciato preciso che a me invece manca. io non ho la rete del pentagramma a sorreggermi. per questo ho brividi e vampate, perchè in fondo non ho che un po' di parole da spargere in maniera disorganica. e non nel modo in cui dovrei, perchè è proprio il come dovrei metterle a frutto che mi sfugge. ecco perchè mi ha colpita tanto. ecco perchè gli strumentisti mi colpiscono, perchè hanno come esistere, sanno come oggettivare la loro anima. e che la musica sia la trasposizione esterna all'uomo delle sue idee e del suo essere lo dimostra l'abilità di giovanni di immaginare la musica. è così che funziona. lui sa dare forma a tutte quelle insemantizzabili figure che balenano nella mia mente, nelle mie reazioni, nei miei sentimenti. me ne sto qua, sapendo che l'unico essere che potrebbe capirmi ora non mi conosce, e probabilmente mi riterrebbe una mitomane, o una ragazzina innamorata. no no, qua si parla di senso della vita. della mia vita. non posso vergognarmene, vorrei parlare con lui, chiedergli di insegnarmi tutto. insegnarmi come si fa a realizzarsi. come si fa a diventare felici, a oggettivare se stessi in qualcosa e nella forma migliore e più sublime. a come si diventa tutt'uno con l'arte. vorrei che mi insegnasse a suonare, a suonarmi e a leggermi. come lui sa fare con se stesso. è questo il filo rosso invisibile che mi lega a questo illustre e suggestivo sconosciuto, il fatto che di lui conosco l'essenziale, perchè è lo stesso traguardo che sto cercando di tagliare io, zoppicando e senza sapere con quali mezzi. è un fatto di affinità dell'animo. io lo percepisco. e di sicuro a tutti voi che leggete sembrerò fuori di me. mi spiace. se diverrò genio o menade saprete anche questo. ma la paura più grande è quella di anestetizzare il tutto, metterlo a dormire per sempre, per paura di farmene sconvolgere profondamente. così profondamente che lo ascolto, ripenso a tutto questo e tremo, di fronte alla sua maestria, alla sua fortuna, alla mia cosmica incertezza e alla nostra posizione di gemelli di cuore che non si conoscono e non si conosceranno. forse dovrei parlare con lui. chiedere aiuto a chi si è appagato e continua a farlo. cercare di intuire attraverso di lui la mia strada verso l'uscita al di fuori, di quello che provo e non ho la potenza di canalizzare. io sento che potrebbe insegnarmi molto. darmi linfa. ridarmi fiducia. fiducia nel fatto che il mio scrivere non è solo sovrastruttura formale, che invece è la mia via per spremere fuori di me dei contenuti. che magari prima o poi assumeranno sembianze decifrabili. perchè l'ispirazione ha leggi imperscrutabili.
mi interessa conoscere l'uomo che mi ha messa di fronte alle mie somme da tirare, con la sola forza di un paio di brani e del mio fantasticare sul suo modo di eseguire. così profondo. così totale. così panico.
io credo che lui abbia avuto le mie inquietudini. che magari ne viva tutt'ora. perchè il succo della vita e della propria anima ribolle sempre dentro noi sensibili, e la paura che esso evapori senza prender forma è esiziale, mortifera per tutti noi. ci fa sentire l'odore del terrore. ci paralizza. devo incontrarlo. parlargli di tutto questo. forse scrivere assieme a lui. forse sapere di come riesce a creare. a crearsi. ad emergere dal buio delle sensazioni confuse che ci balenano dentro, per trovare una mia via anche io, verso quello stesso risultato.
anime gemelle. io lo sento nel sospiro dell'infinito nei suoi brani. nella sua passione per la filosofia e per kant. nella sua penna. nella sua aria serafica di quando mette mano al pianoforte.
che grande cosa che ho lasciato andare da piccola. almeno avrei la consolazione di ripercorrere i suoi volteggi spirituali attraverso la mia possibilità di rieseguirli. e sentirli anche un po' miei. mentre non mi resta che un ascolto ottuso, e improduttivo. ma tanto perturbante. guardate cosa mi ha fatto sanguinare fuori.
e sembrerò pazza a tutti voi che confidando nella mia stabilità venite e leggete, di tanto in tanto. la verità è che non sono stabile e che non me ne posso vergognare. mi impongo di essere una giornalista, quando non sono che una produttrice di fantasmagorie incommerciabili. che se solo avessi modo di tornare a otto anni, continuerei il mio percorso interrotto per poterle esplicitare in musica, oggi.
forse tutto questo scuotimento esistenziale è buono. forse avrà degli sviluppi. forse no e la cosa mi pietrifica. ma per il momento non posso che tornare al mio misero fluire. tentando di alleviare i miei spasmi scrivendo ancora, cercando di capirmi. tormentandomi e poi cercando di calmarmi. e condividendo tutto quello che ho dentro con questo spazio, con voialtri. visitando il forum per sentirmi idealmente più vicina a quell'illustre creatura sconosciuta e indecifrabile. che con un nonnulla mi ha portato al cospetto di me stessa, a chiedermi cose di me che per la propria sanità mentale è meglio non domandare mai a se stessi. sono stati tre giorni di passione. nel senso di pathos, di...
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#20    04 Giugno 2007 - 22:17
 
patimento. nel senso di odore di sangue, di dolore e di cosmici imposti silenzi. e magari di rinascita con qualcosa di migliore in più.”.
E dopo la “crisi” e la ridefinizione di tutti i perimetri della mia mente e della mia vita, sono cresciuta più forte e più consapevole. Di tutto questo mi resta la certezza di essere le mie parole, i miei versi. E di essere musica, di essere specialmente Go with the flow e tutte le sue iridescenti screziature. Io sono quello. Io sono lì. C’è la mia anima, e quella di Giovanni e quella di chi ascolta. Per questo ho scritto: “io credo che tutte le persone che coltivano un loro fuocherello personale, invece di ignorarne i bagliori nella vita quotidiana, abbiano dei punti in comune. pensavo che in fondo noi che non smettiamo mai di autoanalizzarci siamo tutti una stessa pasta, una stessa soluzione. sì, sostanze diverse, sciolte in uno stesso liquido versato in molti bicchieri distinti e di grandezze diverse. ognuno reca nel suo fluido tutte le componenti miscelate e inseparabili. tutti siamo in tutti. questo sembra, a volte. e quei recipienti che hanno una maggiore quantità di una certa spezia odorano più di quella, e hanno infiniti, indefinibili retrogusti, retroaromi, impressioni d'altro. ma veniamo tutti dalla stessa caraffa. io credo sia probabile.”
Ho scritto molto, su Giovanni. Articoli e recensioni per farne innamorare tutto il mondo. Deliri e poesie e fiumi di impressioni per me, per capirmi, per perdermi nella seduzione di chi vive secondo passione, pensando che è possibile, anche per me, vivere di luce, con slancio, con entusiasmo. Con quella luce nell’anima che passa dagli occhi agli altri. Sono stata male, sì, tanto da passare periodi evitando volontariamente di ascoltarlo, per non ripiombare al cospetto di tutte le mie domande Assolute. Ma ho guadagnato tanto dal nostro incontro, nel mio modo di intendere la vita, il domani, la mia passione e la mia esigenza di entusiasmo, di vivacità divina. La mia fame di luce. Questa crescita mi ha fatta sentire infinitamente bene. E di questo voglio ringraziare al più presto Giovanni, sperando che l’emozione di incontrarlo non mi faccia dimenticare tutto ciò che ho da dirgli.

Mi scuso per aver abusato della vostra pazienza, ma da brava grafomane non sono in grado di smentirmi nemmeno per la scrittura di un commento.
Mi auguro di avervi resi partecipi della mia storia, e di avervi dato un’idea del senso che Giovanni e ciò che fa significano per me e per tanti come me.
Con affetto,
Francesca.
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